mercoledì 13 maggio 2009

Informare n6

Dopo un anno di travagliate vicende politiche, che hanno quasi paralizzato l’attività amministrativa del Comune di Castel Volturno, lo scorso 27 Aprile il Sindaco Nuzzo ha formalizzato la fi ne del suo mandato elettorale.

Una decisione divenuta oramai inevitabile, sopratutto alla luce delle ultime rocambolesche vicende che hanno messo in luce il lato peggiore dello scenario politico locale. L’ex primo cittadino, difatti, ha motivato la sua scelta asserendo di non tollerare più le pressanti richieste di posti di lavoro avanzate da alcuni esponenti della sua maggioranza. L’epilogo più indecoroso che poteva colpire questa amministrazione.

Evidentemente, sperava che gli stessi continuassero ad essergli “fedeli come cani” fi no in fondo, mentre alla prima occasione utile gli hanno voltato le spalle.

Dispiace soltanto che questa decisione non sia stata presa due mesi fà, quando era ancora possibile evitare il commissariamento e ridare la parola agli elettori.

Il nostro territorio, purtroppo, si sta abituando colpevolmente alla cattiva politica, alla politica del ricatto della prevalenza dell’interesse privato a discapito di quello pubblico, alla politica della gestione degli incarichi, della spartizione dei posti, alla politica che dimentica la sua funzione di servizio in favore della collettività.

Questa realtà è sotto gli occhi di tutti, eppure i cittadini sono capaci solo di indignarsi e lamentarsi, ma mai di far valere il peso delle loro scelte con l’impegno diretto. Ci si nasconde dietro pretesti inaccettabili solo perché non si ha la dignità di difendere le proprie idee.
Soprattutto i più giovani si mantengono a distanza dalla politica credendo, erroneamente, che sia qualcosa che non gli appartenga. Così facendo permettono ad altri di decidere al loro posto, di gestire il potere e di accumulare privilegi alle loro spalle. Se esistono i politici di professione è
perché c’è tanta gente incapace di far valere i propri diritti che lo consente. Amministrare la cosa pubblica è un concetto che non può interessare solo alcuni.
Tutti ne siamo coinvolti, perché il territorio in cui viviamo è di tutti non solo di alcuni. I primi responsabili dei problemi che colpiscono i cittadini sono la loro indifferenza sociale, la
convinzione che un fatto pubblico riguardi solo gli altri e non anche loro direttamente,la poca consapevolezza dei loro diritti.

Una discarica a cielo aperto uccide tutti, una strada rotta danneggia tutti, la mancanza di valide attività culturali e sociali in favore dei più piccoli è una privazione per tutti.
Questo modo di pensare la politica è contrario a ciò che dovrebbe animare una società civile e consapevole dei propri diritti. Eppure la accettiamo come se fosse normale,come se fosse l’unico modo possibile per amministrare.

“Questa è la politica!” è l’unica frase che sappiamo pronunciare per convincerci che nulla cambierà mai. Bisogna smettere di maledire tutto e tutti, rammaricandosi che le cose non vanno come dovrebbero, e poi farsi sempre da parte, tirarsi indietro quando bisogna far sentire il peso della propria partecipazione.

Di recente un fi losofo inglese, Julian Baggini, ha sostenuto che lagnarsi è si una facoltà importante, che nel corso della storia ha alimentato importanti rivoluzioni sociali, ma le parole non bastano, c’è bisogno anche di agire. Chiunque crede che abbia ancora senso credere in certi valori, si faccia avanti e dia il proprio contributo. Il nostro partito è pronto ad accettare la sfi da.

I soliti noti già da tempo si sono attivati per ricominciare a gestire e amministrare la cosa pubblica come se fosse la loro. In vista delle amministrative del prossimo anno verranno da voi a chiedervi il voto in cambio di posti di lavoro, di piaceri di varia natura, faranno leva sulle vostre difficoltà, sulla vostra poca consapevolezza del valore di un voto, oppure sul vostro timore di fare una scelta “non
gradita”. Impeditegli di fregarvi ancora...fate la vostra scelta con coscienza!